Su LaVoce.info è uscito un bell'articolo di Carlo Scarpa che ha il merito di guardare con gli occhi dell'economista la nuova improbabile trovata del nostro nuovo e vecchio Ministro dell'Economia: l'estroso Giulio Tremonti.
La lettura è agile, e aiuterebbe a capire la maggior parte degli italiani che (comprensibilmente) di economia politica non hanno mai letto. Il problema è in realtà molto semplice: tassare un'azienda comporta farle aumentare il prezzo dei prodotti o servizi che fornisce. Questo genera un meccanismo a cascata che colpisce inevitabilmente i consumatori. Nel caso dell'energia elettrica, d'altra parte, la presenza di una tariffa massima di riferimento per i piccoli consumatori frenerebbe l'impatto sulla bolletta degli italiani". Ma in questo caso a essere penalizzati sarebbero i distributori immediatamente a monte: gli enti locali!
Nota microeconomica: la teoria economica di base mostra questo effetto "a cascata" sul consumatore nel caso di una tassa indiretta, la tassa di Tremonti è invece una tassa diretta sugli utili (o almeno così è stata pubblicizzata). Scarpa giustamente nota che questo non impedisce all'impresa di adottare questa strategia per riottenere i profitti persi. In particolare questo è tanto più facile in un contesto come quello energetico, dove le imprese che subiscono la tassa a monte operano in regime di oligopolio e beneficiano di una curva di domanda sostanzialmente inelastica nel breve periodo.
Domanda: perchè i partiti dell'opposizione non hanno denunciato questo fatto (davvero comprensibile a chiunque abbia un'infarinatura di microeconomia) anzichè accogliere nel silenzio le esternazioni da clown del "Super-"Ministro?
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7 anni fa